venerdì 21 agosto 2015

OSTIA, MAFIA? SBRODOLO E ZANNOLO, I NANI DELLA LEGALITA' DEL PD

Sbrodolo (sx) e Zannolo (dx)
Fingere di aver subito un attentato di mafia è molto grave, soprattutto quando si scomodano le istituzioni e le forze dell'ordine. L'incendio del marzo 2015 è avvenuto contro una signora confinante il locale Quore Matto di Giovanni Zannola, ex-consigliere PD della disciolta giunta municipale di Andrea Tassone (arrestato per mafia capitale). L'associazione Quore Matto è 'in fase di iscrizione', però guadagna su alcoolici ed altro, anche in presenza di minorenni. Zannola non è il proprietario del locale (di un certo sig. Ippona) ma solo affittuario e a sua volta riceve un sub-affitto dai responsabili 'operativi' di Quore Matto.  Per schiamazzi ed altro, Quore Matto ha creato notevoli problemi agli altri condomini, tanto da ricevere più esposti. Zannola è persona 'protetta' dal senatore Stefano Esposito, venuto ad Ostia per commissariare il PD locale dopo i fatti di mafia capitale. I risultati? Ce li racconta il Messaggero di oggi, qui di seguito riportato.




OSTIA, IL PUB INCENDIATO NON E' IN REGOLA
Un documento che scotta e che è rimasto sul tavolo del direttore del municipio di Ostia per tutta l'estate, senza nessun intervento. Eppure è stata firmata più di un mese fa la determina dirigenziale che avvia il procedimento di chiusura per il "Quore Matto", il pub sul lungomare Paolo Toscanelli legato all'ex consigliere municipale del partito democratico, Giovanni Zannola. A Ostia, la lotta per la legalità dei dem rischia di inciampare in un conflitto di interessi interno alle forze politiche. Il locale, che nel mese di marzo ha subito anche un attentato incendiario, è diventato negli ultimi mesi il simbolo delle battaglie contro la mafia sul litorale, ma ora rischia di abbassare le saracinesche per le irregolarità riscontrate dalla Asl e dalla stessa amministrazione.
LE AUTORIZZAZIONI
Una multa di migliaia di euro perché il locale non aveva le autorizzazioni per la somministrazione: in poche parole esercitava senza essere in regola. È proprio questo che adesso sta imbarazzando gli ambienti del partito di Marino a Ostia e dintorni. Alfonso Sabella, delegato del sindaco sul litorale, ha promesso sin da subito la linea dura contro i trasgressori. Lo confermano anche i controlli a raffica degli agenti della municipale che dall'inizio dell'estate stanno passando al setaccio le discoteche, i chioschi e le altre attività del mondo della notte. Gli accertamenti, a quanto si legge dai verbali, non hanno risparmiato proprio nessuno. Nemmeno il luogo che ospitò il "brindisi della legalità" e a cui parteciparono lo stesso Sabella, all'epoca soltanto in veste di assessore comunale e Matteo Orfini, segretario romano del Pd. Era all'indomani dell'attentato incendiario del marzo scorso, solo un mese prima delle dimissioni del presidente Andrea Tassone, poi travolto da Mafia Capitale. Le ombre sui permessi e sulle autorizzazioni sarebbero partite dagli inquirenti che indagavano sul rogo. Il dirigente del commissariato di Ostia frena e vuole andarci con i piedi di piombo per evitare un caso politico. Da qui, è scattata la segnalazione all'amministrazione municipale che ha emesso il provvedimento.
IL BANDO
Ancora da accertare anche il ruolo che il pub avrebbe ricoperto nell'assegnazione di un bando a una coop legata al sistema Buzzi-Carminati. La Virtus Italia onlus, finita nel ciclone dell'inchiesta "Mondo di Mezzo", ha potuto
partecipare alla gara proprio grazie all'ospitalità del Quore Matto che le ha offerto la propria sede. "Una leggerezza", come l'hanno definita i due soci, che è costata al comune di Roma un risarcimento danni deciso dal Tar perché il bando era viziato. Il consigliere Pd ha sempre ribadito di essere estraneo ai fatti.
L’ORDINANZA
Adesso, le nubi si addensano sul perché del ritardo nell'attuazione dell'ordinanza di chiusura. Un rinvio che appare come un'altra chance da dare ai gestori del locale che hanno anche battuto i pugni sulle scrivanie degli uffici di via Claudio per protestare contro la decisione dell'amministrazione. Le urla non sono però bastate e ora stanno tentando il tutto per tutto per mettersi in regola e colmare le loro inadempienze. Almeno quelle di facciata. Il titolare ha precisato che non si tratta di un luogo pubblico ma di un circolo privato e che già questa mattina presenterà istanza di riapertura. Se non si dovesse riuscire in questa corsa contro il tempo, il destino del Quore Matto dovrà essere lo stesso che ha portato alla chiusura delle altre discoteche del litorale lidense. Sempre che la legge, a Ostia, è ancora uguale per tutti.
(Mirko Polisano, Il Messaggero, Cronaca di Roma, pag.48, 21 agosto 2015)


IL PUB "QUORE MATTO" DOVEVA ESSERE CHIUSO DAL 2011
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”QuoreMatto”,il pub di Ostia che a marzo, dopo un attentato incendiario avvenuto ai danni di una condomina della palazzina, ospitò il ”brindisi della legalità” proposto dal Pd con l’adesione dell’assessorecomunale AlfonsoSabella,doveva essere chiuso quattro anni fa. Emerge dal fascicolo raccolto dalla polizia locale e dal commissariato Lido dopo l’ispezione del 15 maggio scorso che ha portato alla chiusura del 1˚agosto. Il circolo, del quale era vicepresidente il consigliere Pd Giovanni Zannola, era stato oggetto di una determina dirigenziale dell’allora XIII Municipio firmata il 13 dicembre 2011 dall’allora direttore Claudia Menichelli.
In quella nota si intimava che l’attività, condotta irregolarmente, cessasse entro sette giorni. Ciò nonostante ”QuoreMatto” ha continuato a funzionare dietro l’alibi del club per soci, nonostante anche i numerosi esposti presentati dai residenti. Il 15 maggio scorso vigili e poliziotti elevarono multe per 9.033 euro e la Asl Roma D avrebbe denunciato penalmente i titolari per gravi inadempienze igienico-sanitarie.
Stranamente, l’ordine di chiusura da parte del X Municipio, è stato emesso solo dopo due mesi, il 22 luglio.
(Giulio Mancini, Il Messaggero, Area Metropolitana, pag.37, 22 agosto 2015)

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