![]() |
| La Capitaneria di Porto sequestra i documenti dell'Ufficio Tecnico del Municipio X (16 luglio 2013) |
mercoledì 6 novembre 2013
OSTIA, MAFIA: IL MUNICIPIO IGNORA LA CAPITANERIA DI PORTO
mercoledì 30 ottobre 2013
INFERNETTO, SUPERMERCATO SU VIA DI CASTELPORZIANO: PERICOLOSO ABBANDONO DELL'INCROCIO
Fondo stradale dissestato e pericoloso, lasciato da una settimana in abbandono, per colpa di un supermercato e dell'ACEA, in uno dei 4 incroci più importanti dell'Infernetto, dove transitano tutte le linee ATAC del quartiere e, al mattino, migliaia di auto dirette o alla scuola Mozart o verso la via Cristoforo Colombo. Si tratta dell'incrocio tra via Dobbiaco e via di Castelporziano, a poche centinaia di metri dall'ingresso della Tenuta del Presidente della Repubblica. I lavori di allaccio della cabina elettrica del supermerato Buscaini (necessari per la prossima apertura di fine novembre) erano stati autorizzati il 30 settembre dal Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale (rep. VO/1345/2013, prot.VO/71997/2013) istituendo una provvisoria disciplina traffico in Via Ermanno Wolf Ferrari, Viale di Castel Porziano e Via Dobbiaco per lavori Acea per il periodo dal 14 al 25 ottobre. Invece, dal 24 ottobre, il cantiere è stato abbandonato, lasciando l'asfalto 'grattato', sconnesso e pericoloso in frenata, senza alcuna segnaletica orizzontale, senza applicare alcuna delle prescrizioni previste dal Codice della Strada.
L'assurdo è che la polizia municipale non ha minimamente garantito la sicurezza dell'incrocio pur sapendo del disagio presente. Infatti in data 23 ottobre 2013 con nota n. 78938 (pos. U.T.S.S. 2314) veniva richiesta per conto della Soc. Acea Distribuzione una proroga al fine di consentire il completamento dei lavori, tanto che è stata rilasciata una nuova autorizzazione proprio il 24 ottobre (rep. VO/1460/2013, prot.VO/79378/2013) per il periodo dal 26 ottobre al 4 novembre.
Non sappiamo quando i lavori verranno effettivamente eseguiti e terminati, sappiamo però che dal 24 ottobre ad oggi l'incrocio è rimasto pericoloso, senza alcun ripristino del manto stradale, generando almeno 8 situazioni di pericolo segnalateci dai residenti.
Considerato che i lavori da parte del supermercato Buscaini e dell'ACEA erano già stati richiesti il 29 agosto e che sono stati rimandati in attesa in funzione del cantiere, restiamo sorpresi di questa impreparazione nell'allestire le condizioni di sicurezza stradali. Ci domandiamo, dunque, vov'è il rispetto del Codice della Strada? E' possibile che i cittadini debbano sempre pagare in funzione di interessi privati?
mercoledì 23 ottobre 2013
OSTIA: AZZERATA LA LIBERA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI
lunedì 7 ottobre 2013
OSTIA: VA BENE PEDALARE MA ORA SERVE TRASPARENZA
![]() |
| Ricci (in piedi) e Tassone |
A non pubblicarle è proprio Tassone, che, si vocifera, avrebbe avuto il sostegno in campagna elettorale da quel Mauro Balini, proprietario del Porto di Ostia, coinvolto nelle recenti indagini dell'Antimafia sul litorale romano. Come può accadere tutto questo se addirittura è stato direttore del Municipio, in questi mesi, il capo dell'avvocatura capitolina, Rodolfo Murra, stimato baluardo di legalità?
Troppe sono le irregolarità, anche a livello comunale e degli altri municipi. Nessuna trasparenza. Gravissimo poi che nel X Municipio lo stesso Presidente del Consiglio Municipale, Ricci, della Lista Civica Marino, dipendente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Specialista Esperto Giuridico Legale Finanziario, nonché insignito dell’Onorificenza di Ufficiale “Al Merito della Repubblica Italiana”, taccia, lui, da sempre, difensore della legalità amministrativa. In realtà neanche Ricci ha pubblicato i dati relativi ad altri incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti.
Insomma, pedalare va anche bene, ma Marino deve garantire la trasparenza.
Noi, come Comitato Civico 2013, ne faremo una battaglia fino ad ottenere quanto previsto per legge.
domenica 6 ottobre 2013
OSTIA: MARINO, PORTACE L'ACQUA
Un sindaco indecente che si muove da Roma fingendo di essere un 'ciclista' solo per normalizzare la pesante aria di mafia e omertà che si respira ad Ostia. Ieri, nell'assemblea popolare di Luna Nuova sulle mafie presso la Parrocchia di Santa Monica, è invece emersa la verità. Lo aveva detto ad agosto Mirko Coratti (PD, presidente del consiglio comunale): "A settembre seduta straordinaria dell'Assemblea Capitolina ad Ostia, sulla criminalità", ma questa assemblea non si farà mai. Così come è emerso il fatto che è stato il Presidente dell'attuale X Municipio, Tassone, a non voler concedere l'Aula Consiliare 'Massimo Di Somma' per l'assemblea di Luna Nuova. Addirittura, per ottenere questo, è stato Rodolfo Murra, capo dell'Avvocatura Capitolina, a redigere una delibera con 'immediata eseguibilità'. Tassone ancora deve chiarire chi gli ha pagato la campagna elettorale, come previsto per legge, soprattutto in considerazione del fatto che si vocifera sia stato quel Mauro Balini, proprietario del Porto di Ostia, coinvolto nelle indagini per 416-bis ("associazione per delinquere di tipo mafioso"). A Ostia dunque 'piove', nel senso che arriva la Polizia, ma Marino pensa alla sua bicicletta e alle condizioni meteorologiche.
venerdì 4 ottobre 2013
OSTIA, IL LUNGOMARE SENZA REGOLE
Pedonalizzazione del lungomare di Ostia? "Lungomare della Legalità"? A raccontare quello accaduto oggi, non sembrerebbe: sfalcio delle aiuole davanti al Polo Natatorio senza alcuna determinazione dirigenziale, segnali di 'divieto di fermata' posizionati 48 ore prima, senza alcuna spiegazione, per quasi 2 km di lungomare. L'attuale X Municipio, scosso dai fatti di mafia sui quali è caduta l'omertà della politica locale, si distingue anche per questa 'sportiva' interpretazione del codice della strada. Non si può occupare la sede stradale per lavori, come invece è accaduto, senza pubblicare all'Albo Pretorio il documento che li autorizza. Non si può dire che non ci sono i soldi per la manutenzione del verde, se invece si sfalcia l'aiuola proprio davanti al Polo Natatorio dove si tiene la riunione dell'Assobalneari (nei restanti km di aiuole è stato avvistato Tarzan...).
Non si possono mettere cartelli di 'divieto di fermata' senza apporre sopra di essi, in maniera visibile, gli estremi della determinazione dirigenziale 1329 del 27/9/2013. Caos e disagio tra gli automobilisti. Il problema è sempre lo stesso: decisioni affrettate e raffazzonate della giunta ostiense, organico e mezzi carenti nel Corpo della Polizia Locale, costretta a fare quello che può. A rimetterci i cittadini, presi in giro da un Sindaco che più che fare vuol farsi vedere pedalare. Ma la bicicletta gliela abbiamo data noi: solo in prestito.
Non si possono mettere cartelli di 'divieto di fermata' senza apporre sopra di essi, in maniera visibile, gli estremi della determinazione dirigenziale 1329 del 27/9/2013. Caos e disagio tra gli automobilisti. Il problema è sempre lo stesso: decisioni affrettate e raffazzonate della giunta ostiense, organico e mezzi carenti nel Corpo della Polizia Locale, costretta a fare quello che può. A rimetterci i cittadini, presi in giro da un Sindaco che più che fare vuol farsi vedere pedalare. Ma la bicicletta gliela abbiamo data noi: solo in prestito.
lunedì 23 settembre 2013
OSTIA, POLITICHE SOCIALI: VIVA I ROM, ABBASSO L'IDROSCALO
I Rom, i Sinti e i Camminanti non ci sono mai stati all'Infernetto, ma ce li vogliono portare. Gli abitanti dell'Idroscalo sono sempre stati alla foce del Tevere, ma li vogliono portar via. Questa l'aberrante politica sociale che si evince dai fatti e dalle notizie diffuse dalla stampa dell'Assessore municipale, Emanuela Droghei, moglie del capogruppo comunale PD, Francesco D'Ausilio. Tutti sanno che Rom, Sinti e Camminanti hanno perso ormai la loro caratteristica nomade perché le loro attività tradizionali sono ormai in declino (pensiamo p.es. ai Sinti, popolo originario del Pakistan, a cui si fa risalire l'origine dei giostrai). Riteniamo corretta dunque la loro integrazione nel mondo del lavoro e la loro trasformazione verso un'attitudine stanziale, fatta di case, scuole e servizi. A patto però che la stessa forza di volontà da parte delle istituzioni sia rivolta anche verso i cittadini italiani, comunitari ed extra-comunitari più disagiati. Invece, nello specifico, nulla di tutto questo accade per l'Idroscalo, dove l'assessore Droghei non si è mai fatta vedere da quando, nel corso della direzione federale, svoltasi il 17 gennaio 2011, presso la sede nazionale del PD in via Sant’Andrea delle Fratte 16, la presidenza del partito le assegnò la delega per le politiche sociali a Roma, delega che ancora detiene. Eppure Emanuela Droghei è frutto politico dell'attuale X Municipio, figlia di Giuliano Droghei, qui da sempre residente, che al momento del parziale sgombero dell'Idroscalo avvenuto sotto Alemanno (23 febbraio 2010) non ebbe nulla da dire pur essendo coordinatore municipale del PD. In altre parole, passati inutilmente i primi 100 giorni della giunta ostiense, cosa ha fatto la signora Droghei per il problema sociale dell'Idroscalo? Nulla, reiterando il nulla degli ultimi 2 anni, chiara espressione politica che denunciamo fermamente. L'ironia della sorte è che proprio dentro l'abitato dell'Idroscalo esiste un forte problema sociale di integrazione tra i residenti (italiani) e i migranti ivi stanziatisi in modalità spontanea, fatto questo più volte denunciato dalla comunità locale. Ebbene, assistere al paradosso che gli ultimi arrivati all'Idroscalo abbiano una strada privilegiata rispetto alla riqualificazione che i residenti da un ventennio richiedono, non è accettabile. In fondo la comunità migrante ha in Roma, nell'Opera Nomadi, un proprio riferimento. Dov'è invece il riferimento della gente dell'Idroscalo se l'istituzione di maggiore prossimità, l'assessore municipale al welfare, cioè la Droghei, è da anni assente? Ricordiamo infine che nella capitale i rom/sinti sono oltre 15000. Di questi, "2500 circa sono rom, sinti e camminanti di vecchia o recente cittadinanza italiana e 4500 sono rom quasi tutti originari della ex Jugoslavia e della Federazione Jugoslava, mentre tutti gli altri sono giunti di recente dalla Romania". Domanda: vista la loro "ridottissima minoranza in una città come Roma che conta una popolazione reale di 3,5 milioni di abitanti", perchè è così difficile integrarli nel tessuto sociale? Forse la risposta è che la politica, facendo scelte sbagliate, finisce per alimentare una discriminante tra le fasce di popolazione disagiata, proprio come sta accadendo nel X Municipio. E' ora di dire basta.
Iscriviti a:
Post (Atom)







