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| Il discorso della Kyenge |
mercoledì 26 marzo 2014
INFERNETTO, ROMA. LA KYENGE SPECULA SUI MALATI DI ALZHEIMER
sabato 22 marzo 2014
OSTIA: IL SISTEMA DELLO STATO E DELLA MAFIA
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| Prestipino Giarritta (sx), Pignatone (dx) |
Ad Ostia più nessuno parla di Mafia: è giunta la normalizzazione politica e mediatica. Tutto risolto? No.
Michele Prestipino Giarritta, ha così riferito: "Non c’è mafia vera, che sia cosa nostra, che sia ’ndrangheta, che sia camorra, la quale nel corso del tempo non abbia avuto rapporti con la politica, con la pubblica amministrazione e con gli apparati. Questa non è una variabile. È un elemento strutturale di come l'organizzazione è presente, esiste e opera. Se noi vogliamo ricostruire questa rete relazionale, che è importantissima, perché senza la ricostruzione di questa rete poi l'azione di contrasto è un'azione – per carità – meritoria, ma certamente spuntata e non efficace come potrebbe essere, l'unico metodo verificato è quello di partire dal cuore dell'organizzazione, cioè dalle condotte degli associati, degli affiliati mafiosi, e del loro sistema di rapporti, per estendere le indagini da quel cuore verso l'esterno e dal basso, procedendo dal livello dell'organizzazione ai livelli più alti. Si va, quindi, dal basso verso l'alto e dall'interno verso l'esterno... Perché dico questo? Perché anche a Ostia, proprio perché è il nostro approccio – parliamo di mafia – dobbiamo seguire questo metodo. Questo metodo è, nella nostra convinzione, l'unico che paga, ma richiede un po’ di tempo. Le prime misure cautelari sono state eseguite a luglio del 2013. Siamo ancora a febbraio del 2014. Ci vuole un po’ di pazienza e di tempo, perché stiamo ricostruendo. Il fatto che abbiamo già esercitato l'azione penale nei confronti dei soggetti arrestati a luglio non significa che non ci siano indagini in corso, sulle quali ovviamente è necessario mantenere il dovuto riserbo".
Cosa altro aggiungere? Come non valutare, sulla base di queste affermazioni, alcuni segnali che giungono dal territorio di Ostia?
Tutti riconoscono la presenza dello Stato e della Mafia come la differenza tra poteri leciti ed illeciti. Tutti si dichiarano appartenenti allo Stato, contro la Mafia. Tutti dichiarano di non avere parenti, amici, conoscenti appartenenti alla Mafia. Tutti pensano che la Mafia (letta anche come cosa nostra, 'ndrangheta, camorra, sacra corona unita) è fenomeno locale, delle regioni del Sud.
Pochi riconoscono che Stato e Mafia costituiscono un Sistema perché operano sullo stesso territorio.
Ad Ostia si è riconosciuta, per la prima volta a Roma, la contaminazione mafiosa a luglio 2013. Roba vecchia emersa dopo 10 anni che comunque ha portato a degli arresti e a un processo per 416-bis ancora in corso, dove però mancano (come indagati) politici e imprenditori. Sotto accusa solo esponenti della criminalità organizzata.
Il caso di Ostia e del 416-bis. Un esempio eclatante: l’imprenditore, Mauro Balini, proprietario 'de facto' del Porto di Ostia da 13 anni, mantiene la famiglia di uno dei due componenti del gruppo di fuoco che gambizzò Vito Triassi, luogotenente dei Cuntrera sul litorale romano. Un politico, Andrea Tassone (PD), attuale presidente del Municipio X (quello di Ostia), dichiara pubblicamente che Mauro Balini è "un suo carissimo amico". Nessuno eccepisce nulla, nemmeno sul piano della opportunità.
La risposta delle istituzioni finora è stata una sola: Mauro Balini è vittima della criminalità organizzata, Andrea Tassone, come politico, difende la ‘buona’ imprenditoria del territorio, il tutto condito da una schizofrenia di certa stampa dell’anti-mafia ‘à la carte’.
Noi aspettiamo la conclusione delle indagini per scoprire quale associazione di tipo mafioso esiste ad Ostia, visto che è tale quando coloro che ne fanno parte si avvalgono "della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali".
venerdì 21 marzo 2014
OSTIA, PEDONALIZZAZIONE: ESPOSTO PER PRESUNTE IRREGOLARITA' AMMINISTRATIVE
E' partita la finta pedonalizzazione del lungomare di Ostia tra ritardi, rivolta della polizia municipale, caos del traffico e carenza di idee. In realtà si tratta della chiusura domenicale di un tratto di strada. I romani, al mare di Ostia, in primavera, ci vengono lo stesso, con o senza la 'pedonalizzazione' che invece di arricchire l'offerta turistica e di intrattenimento sta generando solo confusione. Anche a livello amministrativo forti dubbi sulla regolarità delle autorizzazioni. Esposto al Comune di Roma. Se non arriveranno in tempo le risposte dovute, ricorreremo alla Procura di Roma e alla Corte dei Conti.
sabato 1 marzo 2014
IL SINDACO MARINO: "A OSTIA CONTAMINAZIONI MAFIOSE NELLE ISTITUZIONI"
Stamattina in Campidoglio, durante la Conferenza Nazionale di Libera sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, il sindaco Marino ha sostenuto che le istituzioni del Municipio X sono state contaminate dalla mafia. Un'affermazione gravissima, perchè non ci risulta che Aldo Papalini, ex-responsabile dell'ufficio tecnico municipale, o Claudia Menichelli, ex-direttrice del Municipio (ora direttrice del Municipio VI), rimossi da Marino quest'estate dopo la note indagini sulla mafia del litorale romano, siano indagati. Aggiungiamo che l'operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia non ha coinvolto altri tecnici, dirigenti e/o impiegati del Municipio X. Allora, a cosa si riferisce Marino? Tutti sanno che ad Ostia siamo oltre le infiltrazioni, siamo oltre al radicamento, siamo ormai alla contaminazione mafiosa del tessuto sociale, ma che la mafia sia 'dentro le istituzioni' è fatto nuovo. Sicuramente Marino, che leggeva oggi un documento dove era contenuta l'affermazione sopra citata, non si è sbagliato perché il Comune di Roma è stato ammesso come parte civile nel processo, appena iniziato, per associazione a delinquere di stampo mafioso che riguarda il territorio di Ostia Lido e i clan locali. Addirittura la richiesta di costituzione di parte civile è stata accolta dal Tribunale Penale di Roma, nel corso dell’udienza dibattimentale a carico degli imputati, già il 21 gennaio 2014. Marino conosce dunque bene gli atti processuali per affermare simile gravità. Lui stesso oggi ha affermato che ogni giorno si consulta con tutte le Forze dell'Ordine per garantire la legalità.
Rimaniamo allora perplessi dello svolgimento del processo in corso nell'aula bunker di Rebibbia, un processo per 416-bis dove invece non ci sono indagati tra imprenditori e politici di Ostia, in pieno contrasto con il testo dello stesso articolo del codice penale e con l'affermazione di Marino.
Ricordiamo che l'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.
Marino deve raccontarci la verità. Il sindaco di Roma non può gettare la pietra e nascondere la mano proprio nel giorno in cui Libera si riunisce e festeggia in Campidoglio, dentro una gremita aula Giulio Cesare, i 18 anni trascorsi da quel famoso 28 febbraio 1996 quando con la legge n.109 entrò in vigore il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Sarà anche Carnevale, ma questo tipo di scherzo non vale.
Rimaniamo allora perplessi dello svolgimento del processo in corso nell'aula bunker di Rebibbia, un processo per 416-bis dove invece non ci sono indagati tra imprenditori e politici di Ostia, in pieno contrasto con il testo dello stesso articolo del codice penale e con l'affermazione di Marino.
Ricordiamo che l'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.
Marino deve raccontarci la verità. Il sindaco di Roma non può gettare la pietra e nascondere la mano proprio nel giorno in cui Libera si riunisce e festeggia in Campidoglio, dentro una gremita aula Giulio Cesare, i 18 anni trascorsi da quel famoso 28 febbraio 1996 quando con la legge n.109 entrò in vigore il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Sarà anche Carnevale, ma questo tipo di scherzo non vale.
sabato 8 febbraio 2014
OSTIA: IL 3 FEBBRAIO CHIUSE LE SCUOLE MA NON C'E' L'ORDINANZA DEL SINDACO
Secondo quanto riferisce il direttore del Municipio X, Claudio Saccotelli, in data 3 febbraio tutte le scuole 'di ogni ordine e grado' sono state chiuse per un'ordinanza di protezione civile del Sindaco di Roma, la n.18 del 2 febbraio, mai pubblicata e ancora oggi rimasta un oggetto misterioso. Si possono chiudere tutte le scuole di un territorio più grande del Comune di Bologna senza darne avviso pubblico come previsto per legge? La motivazione della chiusura è stata fornita in una nota dal presidente del Municipio X: “rilevare l'agibilità delle scuole”. Per la comunicazione della chiusura si è invece usata la bacheca facebook del presidente del Municipio X e una nascosta sezione del sito web del Municipio stesso. Tutta la notte tra il 2 e il 3 febbraio è regnato il caos tra i cittadini che si domandavano se fosse vera la notizia e se riguardasse tutte le scuole di ogni ordine e grado (asili, elementari, medie, licei e perfino scuole convenzionate), dovendo il lunedì mattina andare al lavoro e organizzarsi con nonni, parenti e babysitter per tenere i bambini a casa. Neppure il 3 febbraio è stato affisso alcun cartello con la spiegazione della chiusura davanti ai cancelli delle scuole. Tra le motivazioni della chiusura è stata addotto anche “lo stato di pericolo in cui si trovano tutte le strade” che evidentemente il giorno successivo deve essere stato risolto. Perché invece il Municipio XIV (Monte Mario) ha prodotto una regolare ordinanza per le strade e il Municipio X no? Dal Campidoglio e dal Municipio tutto tace dopo la nostra richiesta di Accesso Civico per verificare tale ordinanza mai pubblicata. In assenza di ordinanza, i reati penali sono diversi, dall'abuso in atti di ufficio al procurato allarme. Il Municipio X è stato l'unico a Roma a chiudere le scuole. In attesa di ricevere risposta ci auguriamo che la scelta operata non sia stata dettata dal bisogno di forzare uno stato di calamità naturale con cui accedere a fondi pubblici.
venerdì 7 febbraio 2014
ZINGARETTI, EMERGENZA LAZIO, IL VIDEO: MENTRE QUALCUNO AFFOGA, QUALCUNO SI STRAFOGA
Zingaretti, in caso di calamità, doveva assumere la direzione dell'Unità di crisi e invece il 31 Gennaio 2014 è a Bruxelles e il 1° febbraio è occupato con pranzi e inaugurazioni insieme al Vice Presidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. Secondo quanto riferisce il capo ufficio stampa, Emanuele Lanfranchi, Zingaretti ha il dono dell'ubiquità: era sabato pomeriggio contemporaneamente ad Ostia e poi a Genazzano e "si trovava in Regione presso la Sala Operativa della Protezione Civile a monitorare insieme ai volontari la situazione" e invece il 31 è a Bruxelles e il 1° febbraio è al pranzo del CIOFS e poi ad inaugurare una scuola a Genazzano. Fuori dal CIOFS alcuni cittadini alluvionati che volevano parlare con il Governatore sono stati allontanati perché era un pranzo ad invito. Il Lazio è in ginocchio, centinaia di famiglie e imprenditori hanno perso tutto ...
Le immaginini video di Zingaretti sono tratte da: https://www.youtube.com/watch?v=c6xA7UBdf94
dove è visionabile l'intero intervento del Governatore della Regione Lazio presso il CIOFS a Nuova Ostia.
Le immagini video dell'alluvione a Roma sono tratte da: https://www.youtube.com/watch?v=_QD2Z8Y25e0
Le immaginini video di Zingaretti sono tratte da: https://www.youtube.com/watch?v=c6xA7UBdf94
dove è visionabile l'intero intervento del Governatore della Regione Lazio presso il CIOFS a Nuova Ostia.
Le immagini video dell'alluvione a Roma sono tratte da: https://www.youtube.com/watch?v=_QD2Z8Y25e0
martedì 4 febbraio 2014
EMERGENZA LAZIO: MENTRE QUALCUNO AFFOGA, QUALCUNO SI STRAFOGA
Mentre da venerdì 31 gennaio, quartieri come Ostia Antica, Saline, Infernetto, Bagnoletto sono sommersi dall’acqua e la gente è costretta a muoversi addirittura in canoa, sabato 1° Febbraio il Presidente e il Vice Presidente della Regione Lazio, il Presidente e l’Assessore al Welfare del Municipio X, sono alla festa di San Giovanni Bosco organizzata dalla CIOFS a Nuova Ostia, il Centro Italiano Opere Femminili Salesiane - Formazione Professionale.
In piena emergenza, mentre cittadini disperati anche a Fiumicino lanciano appelli di aiuto da quasi 48 ore, Zingaretti, Smeriglio, Tassone e Droghei, mangiano tranquillamente per due ore nel piano sotterraneo del CIOFS a pochi metri dal Tevere per promettere l’approvazione de “la nuova legge per garantire risorse e futuro ai nostri ragazzi entro giugno da parte della Giunta Regionale”.
Alcuni cittadini di Nuova Ostia alle prese con l’allagamento degli scantinati e dei cortili si sono recati presso il CIOFS per parlare con le istituzioni presenti, ma sono stati allontanati perché era “un pranzo ad invito”. Secondo quanto riferisce Emanuele Lanfranchi, capo ufficio stampa di Nicola Zingaretti, sulla bacheca facebook di una cittadina, il Governatore avrebbe il dono dell'ubiquità. Era infatti, sabato pomeriggio contemporaneamente in Via Marino Fasan, 58 a Nuova Ostia e poi all’inaugurazione dell’asilo nido a Genazzano e contemporaneamente "si trovava in regione presso la Sala Operativa della Protezione civile a monitorare insieme ai volontari la situazione". In realtà lo stato di calamità naturale viene chiesto da Zingaretti mentre sta pranzando ad una festa in piena emergenza e la notizia viene pubblicata per prima da RomaUno alle 16.37.
Anche il Presidente del Municipio X non è da meno. Secondo quanto riportato ieri da un quotidiano nazionale, da venerdì a domenica Tassone avrebbe dormito 5 ore in tre giorni “senza mollare mai il suo territorio: dal monitoraggio della zona tutta abusiva dell’Idroscalo all’odissea delle 22 famiglie sfollate e trasferite alla caserma della GdF”. Ebbene, nella zona “tutta abusiva”, Tassone non ha mai messo piede (anche perché non era allagata) e nelle due ore del pranzo era molto tranquillo e ha fatto anche un discorso particolarmente commovente sul futuro dei ragazzi, senza fare alcun accenno, così come Zingaretti, a quanto stava accadendo sul territorio.
Le polemiche sulla gestione dell’emergenza da parte soprattutto della Regione Lazio stanno montando in queste ore. Solo ieri pomeriggio, lunedì 3 febbraio, secondo il quotidiano della Capitale, “dopo giorni e giorni di nubifragi, mentre il Tevere iniziava a scendere di livello e le foto di Roma sott’acqua continuavano a rimbalzare in tutto il mondo, la Regione Lazio ha emesso un allarme valido per le prossime 36 ore - dunque fino a mercoledì - che paventa rischi per «la situazione meteo e lo stato di saturazione del suolo». «Roma compresa», si specifica - potrebbe accadere qualcosa: una frana, uno smottamento, un rigurgito di fogna, l’esplosione di un tombino o chissà cosa”.
Rimane ai cittadini l’amaro in bocca e una domanda: se il Lazio era, ed è ancora in ginocchio, e c'era una emergenza, come lo stesso Zingaretti ha dichiarato sabato alla stampa, forse ci si aspettava una partecipazione diversa da parte delle istituzioni al dramma in corso, che non è quella di stare due ore a tavola ad una festa e poi ad una inaugurazione di un asilo nido, mentre a pochi metri di distanza dal CIOFS due pattuglie della Lupa Capitolina comunicavano ai cittadini di evacuare le case perché stava arrivando la piena del Tevere.
A poche ore dall’emanazione del decreto con cui il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha dichiarato lo stato di calamità naturale per le province colpite dal maltempo degli ultimi giorni, occorre fare qualche riflessione.
In piena emergenza, mentre cittadini disperati anche a Fiumicino lanciano appelli di aiuto da quasi 48 ore, Zingaretti, Smeriglio, Tassone e Droghei, mangiano tranquillamente per due ore nel piano sotterraneo del CIOFS a pochi metri dal Tevere per promettere l’approvazione de “la nuova legge per garantire risorse e futuro ai nostri ragazzi entro giugno da parte della Giunta Regionale”.
Alcuni cittadini di Nuova Ostia alle prese con l’allagamento degli scantinati e dei cortili si sono recati presso il CIOFS per parlare con le istituzioni presenti, ma sono stati allontanati perché era “un pranzo ad invito”. Secondo quanto riferisce Emanuele Lanfranchi, capo ufficio stampa di Nicola Zingaretti, sulla bacheca facebook di una cittadina, il Governatore avrebbe il dono dell'ubiquità. Era infatti, sabato pomeriggio contemporaneamente in Via Marino Fasan, 58 a Nuova Ostia e poi all’inaugurazione dell’asilo nido a Genazzano e contemporaneamente "si trovava in regione presso la Sala Operativa della Protezione civile a monitorare insieme ai volontari la situazione". In realtà lo stato di calamità naturale viene chiesto da Zingaretti mentre sta pranzando ad una festa in piena emergenza e la notizia viene pubblicata per prima da RomaUno alle 16.37.
Anche il Presidente del Municipio X non è da meno. Secondo quanto riportato ieri da un quotidiano nazionale, da venerdì a domenica Tassone avrebbe dormito 5 ore in tre giorni “senza mollare mai il suo territorio: dal monitoraggio della zona tutta abusiva dell’Idroscalo all’odissea delle 22 famiglie sfollate e trasferite alla caserma della GdF”. Ebbene, nella zona “tutta abusiva”, Tassone non ha mai messo piede (anche perché non era allagata) e nelle due ore del pranzo era molto tranquillo e ha fatto anche un discorso particolarmente commovente sul futuro dei ragazzi, senza fare alcun accenno, così come Zingaretti, a quanto stava accadendo sul territorio.
Le polemiche sulla gestione dell’emergenza da parte soprattutto della Regione Lazio stanno montando in queste ore. Solo ieri pomeriggio, lunedì 3 febbraio, secondo il quotidiano della Capitale, “dopo giorni e giorni di nubifragi, mentre il Tevere iniziava a scendere di livello e le foto di Roma sott’acqua continuavano a rimbalzare in tutto il mondo, la Regione Lazio ha emesso un allarme valido per le prossime 36 ore - dunque fino a mercoledì - che paventa rischi per «la situazione meteo e lo stato di saturazione del suolo». «Roma compresa», si specifica - potrebbe accadere qualcosa: una frana, uno smottamento, un rigurgito di fogna, l’esplosione di un tombino o chissà cosa”.
Rimane ai cittadini l’amaro in bocca e una domanda: se il Lazio era, ed è ancora in ginocchio, e c'era una emergenza, come lo stesso Zingaretti ha dichiarato sabato alla stampa, forse ci si aspettava una partecipazione diversa da parte delle istituzioni al dramma in corso, che non è quella di stare due ore a tavola ad una festa e poi ad una inaugurazione di un asilo nido, mentre a pochi metri di distanza dal CIOFS due pattuglie della Lupa Capitolina comunicavano ai cittadini di evacuare le case perché stava arrivando la piena del Tevere.
A poche ore dall’emanazione del decreto con cui il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha dichiarato lo stato di calamità naturale per le province colpite dal maltempo degli ultimi giorni, occorre fare qualche riflessione.
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