domenica 18 gennaio 2015
OSTIA, IL CASO DEL CAMBIO CAFAGGI-DOMIZI ALL'UFFICIO LITORALE
Non c'è alcuna ordinanza sindacale con la quale risulta esser stato nominato l'Arch. Marco Domizi come dirigente UOAL del X Municipio del Comune di Roma, dopo la rimozione dell'Ing. Paolo Cafaggi (che doveva mantenere il posto fino al 9/12/2015, come previsto dall'ordinanza del sindaco Marino, n.281 del 9/12/2013). Tra le altre cose, l'Arch. Marco Domizi risulta essere ancora il dirigente dell'Ispettorato edilizio del Comune di Fiumicino. Tutto in regola? A Ostia, grazie alla pessima amministrazione di Tassone, succede proprio di tutto. Sarebbe ora di chiarimenti ufficiali considerato che l'Ing. Paolo Cafaggi risulta essere anche dal 20 settembre 2013 il consigliere in rappresentanza del Campidoglio presso il Consorzio Axa.
mercoledì 31 dicembre 2014
OSTIA, UN 2014 ROVINATO
No, facebook: il 2014 non è stato per Ostia un anno meraviglioso. Buon 2015 a tutti.
martedì 30 dicembre 2014
IL TRISTE NATALE DI OSTIA MAFIOSA
Nessun addobbo, neanche floreale. "Se so' magnati pure l'urtimi du' spicci", questo commenta la gente. A Ostia regna lo squallore natalizio. Dopo gli arresti per mafia di luglio 2013, dopo le intercettazioni di 'Mafia Capitale' che coinvolgono il presidente del X Municipio, Andrea Tassone, dopo il commissariamento del Comune di Roma che vede gli atti amministrativi di Ostia sotto la lente d'ingrandimento, l'aria marina si è fatta pesante. Quasi un milione di euro buttato quest'estate per una scandalosa pedonalizzazione del lungomare e neppure un centesimo per il Natale. Per fortuna che bisognava rilanciare il turismo, curare il decoro urbano, favorire la destagionalizzazione e incrementare l'economia locale. Il risultato è sotto zero, come le temperature polari in arrivo. Tassone ha litigato con tutti ed è sempre più solo. Come l'albero cinese in mezzo a Piazza Anco Marzio, unico segnale natalizio, triste e solitario, quasi più dell'assessore municipale alla Cultura, Sandro Lorenzatti.
venerdì 19 dicembre 2014
OSTIA, MAFIA: LE BUGIE DEL PRESIDENTE TASSONE
Coinvolto nello scandalo 'Mafia Capitale' per i rapporti con Salvatore Buzzi, il presidente del X Municipio, Andrea Tassone, si è recentemente esibito in una delle sue migliori prestazioni: la bugia istituzionale. Dopo un servizio del TG1, andato in onda il 16 dicembre 2014, Andrea Tassone ha dichiarato: "Da gennaio 2014 ad oggi, il Servizio Giardini del X Municipio ha rimosso decine di pini, pioppi, cipressi crollati sulle strade, senza causare fortunatamente le drammatiche conseguenze del primo dicembre del 2013“. Per Tassone, che evidentemente non conosce la legge, tutto regolare. Per il Comune di Roma, no, tanto da affermare che si ritengono formalmente non autorizzati "tutti gli abbattimenti sinora effettuati" dal X Municipio (Dipartimento Tutela Ambientale, n.prot.QL 74581 del 7 novembre 2014, cfr. documento qui sotto).
Non solo. Dagli atti presentati alla Procura di Roma dal consigliere municipale Nathalie Naim (Capogruppo Lista Civica Marino, Municipio 1), risulta in particolare che per la “sicurezza delle alberature su Via di Castelfusano, propedeutica ai lavori stradali di somma urgenza", ci siano state solo semplici comunicazioni del X Municipio al Dipartimento Tutela Ambientale, relative agli abbattimenti dei seguenti alberi:
14 pini (n.prot.50882 del 22 aprile 2014)
03 pini (n.prot.CO/69100 del 4 giugno 2014)
06 pini (n.prot.7884725 del 25 giugno 2014)
Gli abbattimenti degli alberi e anche le loro potature, poiché all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, risultano essere stati eseguiti dunque senza alcuna autorizzazione, come previsto dalle norme vigenti. Stesso discorso per le altre strade interessate, centinaia, compresa la via del Mare e la via Cristoforo Colombo, nonché via dei Pescatori e via di Castelporziano (tra le strade con più pini del Municipio). Il business non era solo nell'affidamento dell'appalto ma anche nella possibilità di poter rivendere la legna tagliata anche sotto forma di pellets.
Ricordiamo, che tutte le potature e gli abbattimenti di alberi sono stati eseguiti in somma urgenza, che non esiste alcuna documentazione pubblicata e che molti lavori, come quelli di via di Castelfusano, sono stati assegnati direttamente dal Municipio senza alcun bando di gara (e Tassone conferma) alla Cooperativa 29 Giugno, quella di Salvatore Buzzi, braccio economico di Massimo Carminati, arrestato per associazione mafiosa.
Tutti conoscevano cosa stava accadendo, compreso il vicepresidente del X Municipio Sandro Lorenzatti (SeL) e il presidente del Consiglio Municipale, Tonino Ricci (Lista Civica Marino). Entrambi hanno un passato di militanza nel partito dei Verdi, con campagne ambientaliste proprio a difesa degli alberi. Ora dovrebbero appartenere al partito dei Rossi, per la vergogna. Tassone? A casa.
Non solo. Dagli atti presentati alla Procura di Roma dal consigliere municipale Nathalie Naim (Capogruppo Lista Civica Marino, Municipio 1), risulta in particolare che per la “sicurezza delle alberature su Via di Castelfusano, propedeutica ai lavori stradali di somma urgenza", ci siano state solo semplici comunicazioni del X Municipio al Dipartimento Tutela Ambientale, relative agli abbattimenti dei seguenti alberi:
14 pini (n.prot.50882 del 22 aprile 2014)
03 pini (n.prot.CO/69100 del 4 giugno 2014)
06 pini (n.prot.7884725 del 25 giugno 2014)
Gli abbattimenti degli alberi e anche le loro potature, poiché all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, risultano essere stati eseguiti dunque senza alcuna autorizzazione, come previsto dalle norme vigenti. Stesso discorso per le altre strade interessate, centinaia, compresa la via del Mare e la via Cristoforo Colombo, nonché via dei Pescatori e via di Castelporziano (tra le strade con più pini del Municipio). Il business non era solo nell'affidamento dell'appalto ma anche nella possibilità di poter rivendere la legna tagliata anche sotto forma di pellets.
Ricordiamo, che tutte le potature e gli abbattimenti di alberi sono stati eseguiti in somma urgenza, che non esiste alcuna documentazione pubblicata e che molti lavori, come quelli di via di Castelfusano, sono stati assegnati direttamente dal Municipio senza alcun bando di gara (e Tassone conferma) alla Cooperativa 29 Giugno, quella di Salvatore Buzzi, braccio economico di Massimo Carminati, arrestato per associazione mafiosa.
Tutti conoscevano cosa stava accadendo, compreso il vicepresidente del X Municipio Sandro Lorenzatti (SeL) e il presidente del Consiglio Municipale, Tonino Ricci (Lista Civica Marino). Entrambi hanno un passato di militanza nel partito dei Verdi, con campagne ambientaliste proprio a difesa degli alberi. Ora dovrebbero appartenere al partito dei Rossi, per la vergogna. Tassone? A casa.
sabato 13 dicembre 2014
OSTIA, VIA COLOMBO: QUALE AGGIUDICAZIONE PER L'ECOFLORA2?
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| i mezzi della Ecoflora2 sulla Colombo |
Il procedimento penale R.G. 52257/12 per truffa aggravata, assegnato al P.M. dott.ssa Terracina, ha già visto la nomina di un consulente tecnico, ing. De Blasi, che ha accertato che i lavori eseguiti da Ecoflora2 ammontarono a euro 1.000.000,00 circa, pur avendo la società già ricevuto un acconto di euro 1.650.000,00, oltre a un contestato decreto ingiuntivo per altri euro 2.148.200,00. Il tutto per l’esorbitante importo di € 3.798.200,00 ripartito sui consorziati di Casalpalocco.
Alla Ecoflora2 srl sono stati affidati i lavori sulla via Cristoforo Colombo in somma urgenza, senza evidenza pubblica della determinazione dirigenziale. Non si conoscono gli importi, non si conosce la regolamentazione dell'appalto, non si hanno risposte da parte dell'amministrazione del X Municipio, neppure tramite lo strumento dell'accesso civico.
Eppure, nella vicenda della discarica di Via Niceneto, risulta coinvolto anche l'ex-presidente del Consorzio di Casalpalocco, Fabrizio Testa, oggi arrestato nell'operazione 'Mafia Capitale'. Fu infatti Fabrizio Testa, in qualità dei suoi poteri, a non opporsi al decreto ingiuntivo di cui sopra, diventato, a tutti gli effetti, lo strumento che ha consentito proprio all'Ecoflora2 "di realizzare un lucro ai danni del Consorzio e dei Consorziati per aver svolto una attività nella quale si è concretizzata la fattispecie di un reato ambientale per il quale è in corso uno specifico procedimento penale". Ricordiamo che la Ecoflora2 risulta iscritta presso l'Albo Nazionale Gestori Ambientali, categoria 9, bonifica di siti, classe c, solo dal 10 aprile 2013 mentre la vicenda della discarica risale al 2011.
Infine non può sfuggire il fatto che l'uccisione dell'imprenditore Sesto Corvini, avvenuto il 10 ottobre 2013 proprio a Casalpalocco, sia legata anche alla questione della discarica. Sesto Corvini era il proprietario del terreno e firmatario di un contratto con Fabrizio Testa relativo alla consegna dei lavori. Sesto Corvini riteneva nullo il contratto con Ecoflora2 per “inadempienze ecologiche e contrattuali”, tanto da aver più volte ripetuto, anche in data 30 novembre 12, che non avrebbe mai firmato la liberatoria prevista dai contratti per la consegna dei lavori.
Il X Municipio, nella bufera per le intercettazioni in "Mafia Capitale" del suo presidente, Andrea Tassone, non ha adottato nessuna misura cautelativa in sede di affidamento all'Euroflora2. C'è da capire perchè.
mercoledì 19 novembre 2014
INFERNETTO, CENTRO ALZHEIMER: TASSONE E DROGHEI, QUALE CONVENZIONE HANNO FIRMATO?
Il presidente e l'assessore alle politche sociali del X Municipio, Tassone e Droghei, hanno firmato la convenzione il 25 marzo 2014 con la Domus Caritatis di via Salorno, all'Infernetto relativa ad un centro diurno per malati di Alzheimer che si è trasformato in un centro di accoglienza per minori che chiedono asilo politico. Dicono di non esser stati informati dal sindaco e dalle politiche sociali del Comune riguardo il trasferimento dei minori dopo i disordini di Tor Sapienza. Tassone e Droghei sapevano il contenuto della convenzione con la Domus Caritatis: è tutto regolare? Dai dati in nostro possesso, non è così evidente.
LA VERIFICA CONTABILE DEL MEF
Tutta la storia parte dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, Ispettorato Generale di Finanza (Servizi Ispettivi, Settore V) che ha redatto la 'Relazione sulla verifica amministrativa contabile a Roma Capitale' eseguita dal 4 ottobre 2013 al 15 gennaio 2014. La relazione è firmata dai dirigenti dr.Vito Tatò e dr.Enrico Lamanna.
Dalla relazione, dove sono esaminati gli affidamenti riferiti al settore sociale, in particolare a quello di assistenza ed ospitalità di persone con disagio sociale, emerge quanto segue: "Nel solo anno 2012 gli impegni aventi quale beneficiario la Cooperativa Domus Caritatis per il servizio in questione, tenendo conto anche di quanto corrisposto per i centri di Via di Pietralata, Via Beniamino Segrè, Via di Colleverde, Via Tancredi Canonico, Via Toraldo, Via Ennio Porrino, Via Aquilanti e Via Arzana, ammontano ad € 5.971.452,02. Nel complesso, gli impegni a favore del medesimo soggetto di cui alla funzione della spesa corrente, riguardanti tutti i servizi affidati, ammontano ad € 10.512.207,89".
Nel conteggio non è ancora incluso il centro di via Salorno.
Gli ispettori contabili sottolineano che, in relazione alle modalità di affidamento del servizio ed al ricorso sistematico all'istituto della proroga contrattuale, qualcosa non torna: sebbene alla data del 31 ottobre 2013 non risultasse formalmente prorogato l'affidamento, la Cooperativa Domus Caritatis stava continuando a fornire il servizio, senza che fosse stato adottato alcun impegno contabile.
In pratica, "Un simile comportamento scorretto, oltre a porre i presupposti per la generazione di un debito fuori bilancio, se riconosciuta l'utilità della prestazione da parte dell'Assemblea Capitolina, espone i soggetti che hanno ordinato o consentito la prestazione a dirette responsabilità economiche".
QUALE PROCEDURA CONCORRENZIALE?
Va inoltre rilevato come l'affidamento sia avvenuto in via diretta, in assenza di qualsivoglia procedura concorrenziale, sebbene l'importo del servizio sia largamente superiore al limite previsto dall'art. 28 del D.Lgs. n. 163/2006, il quale prevede che il fornitore debba essere individuato mediante procedura di gara europea. A tal proposito, va specificato che l'art. 5, comma l, della Legge n. 381/1991 prevede che gli enti pubblici possono stipulare convenzioni con le cooperative sociali per la fornitura di beni e servizi, diversi da quelli soci sanitari ed educativi, in deroga alle procedure di cui al D.Lgs. n. 163/2006, purché detti affidamenti siano di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria. Nel caso in questione tale soglia è stata abbondantemente superata, per, cui non sarebbe stata applicabile la disposizione richiamata.
Infine, la proroga di un affidamento è stata espressamente vietata dall'art. 23 della Legge n. 62/2005. Successivamente, l'art. 57, comma 7, del D.Lgs. n. 163/2006 ha previsto espressamente il divieto del rinnovo tacito dei contratti, ovvero di quelle procedure di rinnovo che non fossero state espressamente previste nell' ambito delle originarie procedure di gara, conformemente ed entro i limiti previsti dall'art. 29, comma 10, del medesimo D.Lgs. n. 163/2006.
CONCLUSIONI
Tassone e la Droghei, sapevano tutto questo? E' tutto regolare? Oppure la scusa del centro per malati di Alzheimer è servita per firmare una convenzione altrimenti non possibile, vista la mancanza di formalità in ambito di Assemblea Capitolina? Nel centro di via Salorno, per quello che ci risulta, la convenzione prevedeva una casa famiglia, una scuola e il centro Alzheimer. Tassone e Droghei dovranno rispondere alla Procura cui invieremo tutti i dati in nostro possesso per valutare l'esistenza di reati contemplati dal Titolo VII del Codice Penale (Dei delitti contro la fede pubblica).
LA VERIFICA CONTABILE DEL MEF
Tutta la storia parte dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, Ispettorato Generale di Finanza (Servizi Ispettivi, Settore V) che ha redatto la 'Relazione sulla verifica amministrativa contabile a Roma Capitale' eseguita dal 4 ottobre 2013 al 15 gennaio 2014. La relazione è firmata dai dirigenti dr.Vito Tatò e dr.Enrico Lamanna.
Dalla relazione, dove sono esaminati gli affidamenti riferiti al settore sociale, in particolare a quello di assistenza ed ospitalità di persone con disagio sociale, emerge quanto segue: "Nel solo anno 2012 gli impegni aventi quale beneficiario la Cooperativa Domus Caritatis per il servizio in questione, tenendo conto anche di quanto corrisposto per i centri di Via di Pietralata, Via Beniamino Segrè, Via di Colleverde, Via Tancredi Canonico, Via Toraldo, Via Ennio Porrino, Via Aquilanti e Via Arzana, ammontano ad € 5.971.452,02. Nel complesso, gli impegni a favore del medesimo soggetto di cui alla funzione della spesa corrente, riguardanti tutti i servizi affidati, ammontano ad € 10.512.207,89".
Nel conteggio non è ancora incluso il centro di via Salorno.
Gli ispettori contabili sottolineano che, in relazione alle modalità di affidamento del servizio ed al ricorso sistematico all'istituto della proroga contrattuale, qualcosa non torna: sebbene alla data del 31 ottobre 2013 non risultasse formalmente prorogato l'affidamento, la Cooperativa Domus Caritatis stava continuando a fornire il servizio, senza che fosse stato adottato alcun impegno contabile.
In pratica, "Un simile comportamento scorretto, oltre a porre i presupposti per la generazione di un debito fuori bilancio, se riconosciuta l'utilità della prestazione da parte dell'Assemblea Capitolina, espone i soggetti che hanno ordinato o consentito la prestazione a dirette responsabilità economiche".
QUALE PROCEDURA CONCORRENZIALE?
Va inoltre rilevato come l'affidamento sia avvenuto in via diretta, in assenza di qualsivoglia procedura concorrenziale, sebbene l'importo del servizio sia largamente superiore al limite previsto dall'art. 28 del D.Lgs. n. 163/2006, il quale prevede che il fornitore debba essere individuato mediante procedura di gara europea. A tal proposito, va specificato che l'art. 5, comma l, della Legge n. 381/1991 prevede che gli enti pubblici possono stipulare convenzioni con le cooperative sociali per la fornitura di beni e servizi, diversi da quelli soci sanitari ed educativi, in deroga alle procedure di cui al D.Lgs. n. 163/2006, purché detti affidamenti siano di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria. Nel caso in questione tale soglia è stata abbondantemente superata, per, cui non sarebbe stata applicabile la disposizione richiamata.
Infine, la proroga di un affidamento è stata espressamente vietata dall'art. 23 della Legge n. 62/2005. Successivamente, l'art. 57, comma 7, del D.Lgs. n. 163/2006 ha previsto espressamente il divieto del rinnovo tacito dei contratti, ovvero di quelle procedure di rinnovo che non fossero state espressamente previste nell' ambito delle originarie procedure di gara, conformemente ed entro i limiti previsti dall'art. 29, comma 10, del medesimo D.Lgs. n. 163/2006.
CONCLUSIONI
Tassone e la Droghei, sapevano tutto questo? E' tutto regolare? Oppure la scusa del centro per malati di Alzheimer è servita per firmare una convenzione altrimenti non possibile, vista la mancanza di formalità in ambito di Assemblea Capitolina? Nel centro di via Salorno, per quello che ci risulta, la convenzione prevedeva una casa famiglia, una scuola e il centro Alzheimer. Tassone e Droghei dovranno rispondere alla Procura cui invieremo tutti i dati in nostro possesso per valutare l'esistenza di reati contemplati dal Titolo VII del Codice Penale (Dei delitti contro la fede pubblica).
venerdì 14 novembre 2014
INFERNETTO: L'AFFARE ALZHEIMER E MINORI IN FUGA
Si tratta del Centro Alzheimer "Le Betulle" di via Salorno 79-81: in teoria 30 posti letto per malati di Alzheimer, in pratica oggi ospita 18 ragazzi richiedenti asilo politico e altri 25 appena spostati da Tor Sapienza, dove è in atto una sorta di guerriglia sociale contro di loro. Inaugurato dal presidente del X Municipio, Tassone (PD), il 25 marzo del 2014 come eredità della precedente giunta, il centro si trova ora in mano un bel business perché nel marasma delle politiche sociali di Roma a guadagnare sono sempre le strutture che ospitano i meno fortunati.
Una struttura che si era addirittura prestata ad ospitare la inutile passerella di propaganda elettorale di Cecilie Kyenge (PD), che, cessato il mandato da ministro dell'integrazione del governo Letta nel febbraio 2014, a poco sarebbe stata eletta al Parlamento Europeo ma che dei problemi d'integrazione dell'Infernetto non si è mai occupata.
Gestito dalla cooperativa sociale Domus Caritatis, è adesso area fuori controllo: l'assessore al Welfare e alla Salute del X Municipio di Roma Capitale, Emanuela Droghei (PD), moglie di Francesco D'Ausilio appena defenestrato come capogruppo capitolino del PD, non sa che pesci pigliare. Infernetto terra di ospitalità? Per gli affari, sempre. I numeri. I ragazzi non accompagnati, che arrivano sui barconi senza genitori, stanno aumentando fino a raggiungere cifre ingestibili: secondo i dati di Amnesty International, su 59.400 migranti sbarcati dal primo gennaio al 22 giugno 2014, più di 9.300 erano minori, dei quali oltre 6.000 non accompagnati. Significa che ogni mese arrivano in Italia dal mare mille bimbi senza genitori, 30 al giorno. Per ognuno, lo Stato riconosce 900 euro al mese. Ora i conti, per l'Infernetto, fateli voi.
Una struttura che si era addirittura prestata ad ospitare la inutile passerella di propaganda elettorale di Cecilie Kyenge (PD), che, cessato il mandato da ministro dell'integrazione del governo Letta nel febbraio 2014, a poco sarebbe stata eletta al Parlamento Europeo ma che dei problemi d'integrazione dell'Infernetto non si è mai occupata.
Gestito dalla cooperativa sociale Domus Caritatis, è adesso area fuori controllo: l'assessore al Welfare e alla Salute del X Municipio di Roma Capitale, Emanuela Droghei (PD), moglie di Francesco D'Ausilio appena defenestrato come capogruppo capitolino del PD, non sa che pesci pigliare. Infernetto terra di ospitalità? Per gli affari, sempre. I numeri. I ragazzi non accompagnati, che arrivano sui barconi senza genitori, stanno aumentando fino a raggiungere cifre ingestibili: secondo i dati di Amnesty International, su 59.400 migranti sbarcati dal primo gennaio al 22 giugno 2014, più di 9.300 erano minori, dei quali oltre 6.000 non accompagnati. Significa che ogni mese arrivano in Italia dal mare mille bimbi senza genitori, 30 al giorno. Per ognuno, lo Stato riconosce 900 euro al mese. Ora i conti, per l'Infernetto, fateli voi.
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