sabato 24 marzo 2012

Acilia, Fosse Ardeatine: il saluto a Lido Duranti senza bandiera italiana

In una disastrata Piazza Capelvenere ad Acilia, il Presidente del XIII Municipio, Vizzani, è riuscito a dichiarare Lido Duranti un esempio che "qualifica" il litorale romano. Davanti alla sua lapide si è infatti oggi ricordato il giovane di 24 anni trucidato alle Fosse Ardeatine assieme ad altri 334 prigionieri antifascisti dai nazisti. Se, come dice Vizzani, il mattonato divelto e l'incuria della Piazza è solo colpa dei vandali che stanotte "hanno infangato" la memoria di Lido Duranti, altrettanto non vale per la sciatteria della sede municipale qui distaccata presso cui è avvenuta la commemorazione. Cartellone scarabocchiato, assenza delle bandiere previste per legge, l'unica, quella del Comune di Roma, vecchia, scolorita, sfrangiata. Se Vizzani avesse voluto dare importanza alla cerimonia avrebbe curato questo dettaglio. Lido è morto per l'Italia ma oggi la bandiera tricolore, mancava.

giovedì 22 marzo 2012

OSTIA, RIPASCIMENTO: GRAVI VIOLAZIONI DEL CANTIERE DURANTE LA VISITA DI ALEMANNO

Alemanno parla ad Ostia del rilancio del litorale romano proprio il giorno in cui accade un fatto di inaudita irregolarità relativo ai lavori di ripascimento delle spiagge. Fronte stabilimento balneare "La Bonaccia", Lungomare Amerigo Vespucci 146, Ostia: un bel cantiere sulla spiaggia senza cartello lavori e senza alcuna misura di sicurezza per garantire l'incolumità dei cittadini. Nessuna ordinanza emessa dalla Capitaneria di Porto competente, nessun controllo per impedire che sull'adiacente tratto di spiaggia libera avvenga il transito dei mezzi pesanti (come è avvenuto) e lo stoccaggio di grossi tubi in ghisa. Sono iniziati così, nel peggiore dei modi, i lavori per il ripascimento dei 4 km di costa del litorale romano compresi tra il Canale dei Pescatori e lo stabilimento "La Marinella", al limite con la tenuta presidenziale di Castelporziano. Lavori voluti dalla Regione Lazio e che arrivano all'improvviso dopo tante polemiche iniziali. Si tratta del 1° stralcio aggiudicato il 14/06/2011 per €. 6.535.582,32 (al netto del ribasso del 15,21%) dal raggruppamento temporaneo d'imprese costituito da due società di Ravenna, il Consorzio Ravennate delle Cooperative di Produzione e Lavoro Soc. Coop. p.A. (mandataria) e l'Ing. Sarti Giuseppe & C. Impresa Costruzioni Spa (mandante).
Già dunque si prefigurano tre grosse violazioni del Capitolato Speciale d'Appalto, che saranno dettagliate nell'esposto che entro la settimana prossima il Comitato Civico 2013 invierà alla Procura di Roma a meno che non sopraggiungano chiarimenti in merito dalla Capitaneria di Porto, dalla Regione Lazio e dallo stesso Comune di Roma, responsabile del tratto di spiaggia:

1) violazione dell'articolo 5 (mancata ricognizione preventiva, nelle aree determinate al prelievo delle sabbie per il ripascimento, per l'individuazione e la rimozione di eventuali ordigni bellici);
2) violazione dell'articolo 29 (mancata esposizione dei cartelli all’esterno del cantiere con indicazione anche dei nominativi di tutte le imprese subappaltatrici, completi dell’indicazione della categoria dei lavori subappaltati e dell’importo dei medesimi);
3) violazione dell'articolo 52 (mancata delimitazione e recinzione del cantiere; mancato inghiaiamento e sistemazione delle sue strade di accesso in modo da rendere sicuri il transito e la circolazione dei veicoli e delle persone addette ai lavori tutti).

Il primo punto in particolare è collegato anche a quanto accaduto e documentato dagli organi di informazione a fine luglio 2011, quando una violenta mareggiata interruppe le operazioni iniziali di ripascimento che, sembra, utilizzassero la sabbia prelevata ad appena 200 metri dalla costa, così come dichiarato dall’Assessore regionale all’Ambiente, Marco Mattei. In realtà il sito di prelievo delle sabbie da 'sparare' sulle spiagge di Ostia era indicato da Capitolato essere situato a largo di Anzio ad una distanza di circa 45 km dal luogo di ripascimento e le stesse sabbie dovevano essere prelevate ad una profondità superiore ai 45 metri. Motivo, questo, per cui ben 2 milioni di euro erano previsti nell'appalto come compenso addizionale al prezzo di fornitura della sabbia perchè proveniente appunto da cave marine oltre i 21 km. Così come altri 200 mila euro erano stati previsti per la bonifica da mine, ordigni ed altri manufatti bellici interrati fino a 2 metri di profondità sotto il fondale. Invece, per tutelare come al solito gli interessi dei balneari, si è operato in fretta e in furia andando in deroga a tutto: prelievo delle sabbie sotto costa, nessuna bonifica bellica, nessuna cantierizzazione. Vigileremo ogni giorno per evitare che avvengano altri abusi spendendo soldi pubblici.

martedì 7 febbraio 2012

XIII MUNICIPIO, PIANI DI ZONA: DENUNCIA DI IRREGOLARITA' E DI COMITATI DI AFFARI

Invieremo la richiesta formale di sospendere la votazione della proposta di delibera n.59/2011 che porterà nel XIII Municipio altre 1.500 persone a ridosso di aree segnalate a rischio idrogeologico ai capigruppo assembleari, alla presidenza dell'Assemblea Capitolina nonché ai vari dipartimenti e al Codacons, che il 21 gennaio ha siglato un protocollo d'intesa con il Comune di Roma per tutelare la qualità della vita dei cittadini.
Infatti nel processo partecipativo sulla densificazione dei Piani di Zona (Malafede e Stagni) i cittadini sono stati tenuti fuori dal Comune di Roma che li ha usati solo come comparse. Altrettanto stanno facendo i comitati di quartiere, che, negoziando su altri tavoli, non informano i residenti su quanto sta accadendo. La proposta di delibera n.59/2011 infatti, che dal 21 novembre 2011 è all'ordine del giorno in Assemblea Capitolina e che sarà votata giovedì prossimo, è legata alla scandalosa sentenza di dicembre delle limitrofe Terrazze del Presidente, che ha visto l'assoluzione piena di tutti gli indagati. Il costruttore Antonio Pulcini ha avuto così la possibilità di proporre il completamento delle opere pubbliche mancanti mediando proprio con i comitati di quartiere. Insomma, si sta passando dalle scelleratezze dell'urbanistica contrattatta di rutelliana e veltroniana memoria, al becero elenco delle richieste dell'urbanistica di necessità di alemanniana attualità. Dell'urbanistica partecipata, come dovrebbe essere, neppure il ricordo. Il tutto condito dal silenzio totale dei partiti che vedono in tale meccanismo le basi della prossima campagna elettorale del 2013.
In particolare, per i Piani di Zona C10-Malafede e B36-Acilia Saline (ma la zona in realtà è Stagni) si tratta di densificare le aree già edificate portandoci, rispettivamente, 1.100 e 140 abitanti in più, in modo da poter completare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria ancora mancanti. Si tratta di Piani di Zona del II PEEP precedenti alla deliberazione di Consiglio Comunale n. 65/2006, aree ancora prive di servizi ma dove le cooperative hanno già venduto tutto,aree che dovevano portare servizi alle zone attigue che ne erano prive. In questo modo, invece, i servizi non ci saranno proprio perché per poter costruire ed avere i soldi per fogne, strade, etc. si costruirà proprio sulle aree destinate a servizi che costituivano i cosiddetti extra-standard. Insomma, siamo al paradosso urbanistico.
L'amministrazione in tutto questo è la principale colpevole, ma non l'unica. Già l'8 luglio 2011 avevamo contestato numerose irregolarità. Infatti nell'avvio del processo partecipativo, che doveva svolgersi secondo quanto previsto dal "Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana", Allegato A alla Delibera C.C. n. 57 del 02.03.2006, erano stati palesemente violati i seguenti articoli, relativamente ai Piani di Zona sopra citati:

Art.4, c.1 - il XIII Municipio non aveva preso parte all'organizzazione del processo di partecipazione pur essendo stato regolarmente invitato (Prot. QF/13493 del 22.6.2011);
Art.7, c.2 - il Presidente del XIII Municipio non aveva dato pubblica informazione né aveva promosso la consultazione del processo di partecipazione;
Art.7, c.3 - sul sito internet del XIII Municipio non c'era stata alcuna pubblica informazione in apposita sezione del sito del processo di partecipazione;
Art.8, c.3 - l’Amministrazione Comunale non aveva assicurato la presenza del gruppo di referenti come dettagliato all’art.4, commi 4 e 5 (era presente solo il Direttore del Dipartimento di Urbanistica, Ing. Errico Stravato, giunto con 2 ore e 36 minuti di ritardo, ad interventi conclusi).

Dopo vaghe risposte ricevute dall'arch. Maurizio Geusa, dirigente U.O. Pianificazione e Riqualificazione delle Aree di Interesse Pubblico del Comune di Roma, l'iter partecipativo è andato comunque avanti, grazie all’invenzione di un ulteriore incontro con la cittadinanza presso il XIII Municipio in data 11 ottobre 2011. Peccato però che molto prima di questo ultimo, ennesimo, inutile incontro con i cittadini la Commissione Urbanistica del Comune di Roma avesse già licenziato la proposta di delibera n.59/2011 in data 19 luglio 2011. Una bella presa in giro.
Non solo, ma dopo la sentenza del 13 dicembre 2011 sulle Terrazze del Presidente, degli agguerriti comitati di quartiere è scomparsa ogni traccia. Anzi, hanno fatto richiesta di realizzare tavoli partecipativi con il Comune di Roma "al fine di condividere eventuali soluzioni", richiesta inviata (che coincidenza !) il 19 dicembre 2011.
Questo modo di fare urbanistica, di disegnare la città dove viviamo in funzione di accordi sotto banco e in assoluta mancanza del rispetto delle norme e delle leggi vigenti in materia, non può più essere tollerato. Non ci aspettiamo grandi risposte dai partiti che siedono in Campidoglio, ma siamo fiduciosi che almeno il Codacons saprà dire qualcosa contro quest'urbanistica di necessità.

dr.Ing. Andrea Schiavone - Coordinatore

lunedì 30 gennaio 2012

INFERNETTO, CENTRO COMMERCIALE ESSELUNGA: INTERROGAZIONE POPOLARE

100 mila mc di ferro, vetro e cemento in zona a rischio idrogeologico, senza alcuna espressione di parere idraulico, a 3 mesi dalla morte per annegamento di un giovane cingalese. Questa l'assurda situazione dell'Infernetto, dove l'Esselunga vorrebbe realizzare un mega centro commerciale utilizzando lo strumento dei Patti Territoriali di Ostia, voluto dalla Regione Lazio nel 2002. Nessuno ha mai ascoltato i cittadini, che da sempre si oppongono a questa scellerata scelta urbanistica. Chiederemo ai cittadini di esprimere la propria opinione al seguente indirizzo:

INTERROGAZIONE POPOLARE

I risultati di questa interrogazione popolare (che durerà per 3 settimane) verranno consegnati alla Regione Lazio e al Comune di Roma, nella persona dell'Assessore per le Attività Produttive, Davide Bordoni, nonché all'Esselunga. Scandalosa infine la campagna pubblicitaria messa in piedi da Esselunga che invece di chiarire la sua posizione ha cominciato a distribuire nelle cassette della posta, non solo all'Infernetto ma anche ad Ostia, il suo cvd 'Il Mago di Esselunga'.

venerdì 27 gennaio 2012

XIII MUNICIPIO, LAVORI IN SOMMA URGENZA: QUALE L'EREDITA' DEL PD LOCALE?

Ad Ostia e dintorni le bugie hanno le gambe corte. E' il turno di Paolo Orneli, PD ed ex-presidente del XIII Municipio, che l'11 febbraio 2010 dichiarò dalle pagine di Repubblica: «Da presidente non ho mai utilizzato la procedura della "somma urgenza"». Si riferiva alla polemica sui 14 milioni di euro spesi in "somma urgenza" tra il 22 ottobre 2008 ed il 5 giugno 2009, dall'attuale giunta municipale di Giacomo Vizzani (PdL), importo in questi giorni diventato materia per la Corte dei Conti. Orneli ha la memoria corta perché per esempio i lavori di via di Bagnoletto furono eseguiti in "somma urgenza" sotto la sua presidenza. Un cantiere aperto ad inizio gennaio del 2008 per sistemare un tratto di circa 60 metri, dove alcune settimane prima un cedimento strutturale dell’argine del canale limitrofo aveva imposto la chiusura al traffico della strada. I costi: 180 mila euro per il primo tratto presi dal bilancio municipale e 250 mila dall’assessorato comunale ai lavori pubblici per completare il tratto di circa 400 metri tra via della Macchiarella e via Spanò. Il tutto, con una previsione di spesa complessiva di circa 1,3 milioni di euro e la promessa di riaprire la strada in 60 giorni. Perché un intervento in "somma urgenza" durò un anno? Fu redatto il collaudo tecnico/amministrativo dell'opera eseguita? Come fu scelta l'impresa che realizzò i lavori? Senza contare che un regolare bando di gara, a parità dell'importo dei lavori previsti, avrebbe garantito un maggior ribasso percentuale delle offerte e dunque una minore spesa per le casse pubbliche.

Tutto era iniziato il 22 luglio 2007, con un sopralluogo della commissione lavori pubblici del municipio, composta dal presidente Cursi (PD) e i consiglieri Storri (PD) e Olive (PdL). Addirittura il 14 novembre 2007, Orneli affermò: "Siamo pronti ad adottare le necessarie misure di somma urgenza per avviare il prima possibile il cantiere per mettere in sicurezza l'area e riaprire al traffico via di Bagnoletto". Da luglio 2007 a gennaio 2008 ci sarebbe stato quindi tutto il tempo per procedere con un regolare bando di gara, ma si scelse la somma urgenza. I lavori, iniziati a gennaio 2008, dopo qualche giorno furono sospesi, fino a quando, con l'avvenuto esproprio temporaneo di un terreno privato di circa 1.500 metri quadrati (fine marzo 2008) fu realizzata una sede stradale parallela che consentì di riprendere la sistemazione di Via di Bagnoletto. Arriviamo così a fine gennaio 2009, un anno dopo e non 60 giorni come dichiarato inizialmente. Sotto il nuovo assessore municipale ai lavori pubblici, Olive (PdL), si annunciò che 'sono in via di ultimazione gli interventi di consolidamento del manto stradale in via di Bagnoletto. Nei prossimi giorni si provvederà infatti al completamento dell’ultima fase di lavori che riguarda il corpo di fondamenta della strada e infine la posa delle protezioni laterali compresi i guard rail'.

Purtroppo il ricorso ad interventi in "somma urgenza" è sempre stato frutto della volontà politica e non dell'emergenza da affrontare. Pessimo dunque Vizzani, che in neppure un anno ha speso senza alcuna trasparenza amministrativa ben 14 milioni di euro. Se la vedrà con la Corte dei Conti. Pessimo anche l'ex-presidente Orneli, che nasconde ai cittadini la verità, considerato che la scoperta dei 14 milioni di euro spesi da Vizzani non è avvenuta per merito del PD all’opposizione in XIII Municipio. E’ stato infatti un consigliere municipale della Pdl, Tonino D'Annibale, ad interrogare il presidente Vizzani sulle procedure di somma urgenza adottate dall'Ufficio Tecnico fino al 2009. Era il tempo della guerra tra Vizzani e Davide Bordoni, assessore comunale con delega al Litorale, di cui D'Annibale è uomo fidato. Attendiamo pertanto con fiducia che Orneli fornisca l'elenco completo delle opere eseguite in somma urgenza sotto il suo mandato, in piena trasparenza amministrativa, evitando così ulteriore lavoro per la Corte dei Conti.

nella foto: Orneli, diventato 'famoso' in questi giorni per la rissa tra consiglieri nell'aula municipale di Ostia durante la discussione del bando per le spiagge libere

dr.Ing. Andrea Schiavone - Coordinatore

giovedì 26 gennaio 2012

MEGASTORE INFERNETTO, ROMA: L'OFFENSIVA DI ESSELUNGA

Un Centro Commerciale in zona a rischio idrogeologico, 100mila mc di cemento, vetro e ferro, contestato dall'intero quartiere e cosa fa Esselunga? Da stamattina, su tutto l'Infernetto, consegna casa per casa, il cvd "Il Mago di Esselunga" girato da Giuseppe Tornatore. Un'operazione che prelude alla paventata prossima apertura del nuovo megastore e che cerca di calmierare 'lo scontro' non solo con i cittadini che non lo vogliono, ma anche con l'Associazione Commercianti di Ostia e con il Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano (CBTAR), non interpellato per il dovuto parere idraulico su questo ecomostro, malgrado la disgrazia occorsa lo scorso 20 ottobre 2011 in cui ha perso la vita un uomo per gli allagamenti.
Il cvd è stato, prima di oggi, distribuito sottoforma di gadget ai clienti più affezionati. Un premio fedeltà, stampato in 6 milioni di copie, da regalare ai soli fedelissimi. Come dire: la pubblicità di Esselunga te la devi meritare. All'Infernetto da oggi invece è gratis, non si deve essere un cliente affezionato, perché, secondo Esselunga, i residenti lo diventeranno a breve. Peccato che alla favola de 'Il Mago dell'Esselunga' non ci crede nessuno perché la realtà de 'Il Mostro dell'Esselunga' è sotto gli occhi di tutti. Ricordiamo infatti che il nuovo centro commerciale, lungo la via Cristoforo Colombo, angolo via Canale della Lingua, è all'interno dei Patti Territoriali di Ostia voluti dalla Regione Lazio nel 2002 e oggi accelerati dal Comune di Roma. Nel filmato distribuito, dove Olindo raccoglie le melanzane e ai pesci fanno i raggi X prima di venderli, il megastore dell'Esselunga è sinonimo di qualità, eticità, amore, efficienza e attenzione verso il cliente, compreso far divertire il bambino protagonista, come al Luna Park, nel deposito supercomputerizato. Peccato che all'Infernetto, invece, non si diverte nessuno.

nella foto: Bernardo Caprotti (86 anni), storico fondatore di Esselunga, che nel film dona 'il pane a forma di S' al bambino. Per residenti dell'Infernetto la S è quella di 'speculazione'